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La circolare del Ministero dell’Interno n. 5 dell’11 febbraio 2025 fornisce ai Comuni le istruzioni operative per il rimborso delle spese sostenute nella corresponsione dell’equo indennizzo e delle spese di degenza per causa di servizio al personale della polizia municipale. Il documento disciplina gli adempimenti necessari, le modalità di certificazione e le scadenze per la presentazione delle richieste, evidenziando l’importanza della digitalizzazione e della trasparenza nella gestione delle risorse pubbliche.
Le nuove direttive del Ministero dell’Interno
Il Ministero dell’Interno, con la circolare n. 5 dell’11 febbraio 2025, ha fornito ai Comuni le linee guida per il rimborso delle spese sostenute per la corresponsione dell’equo indennizzo e delle spese di degenza per causa di servizio al personale della polizia municipale.
Questo intervento normativo si inserisce nel solco delle disposizioni previste dall’articolo 7, comma 2-ter, del decreto-legge n. 14 del 2017, che ha introdotto il principio dell’indennizzo per il personale della polizia municipale in caso di danni subiti nello svolgimento delle proprie funzioni.
La regolamentazione di questi rimborsi risponde alla necessità di garantire ai Comuni un accesso certo e trasparente ai fondi stanziati a livello nazionale, al fine di assicurare la copertura delle spese senza gravare sui bilanci locali. La misura si fonda su principi di equità e tutela dei diritti del personale impegnato in prima linea nella sicurezza urbana.
Modalità di accesso ai fondi e tempistiche per le domande
La circolare ministeriale stabilisce che solo i Comuni possono presentare domanda di rimborso e solo per eventi verificatisi dal 22 aprile 2017. Le richieste devono essere inoltrate esclusivamente in modalità telematica attraverso il Sistema Certificazioni Enti Locali (TBEL), disponibile sul sito della Direzione Centrale per la Finanza Locale.
Il termine ultimo per la presentazione delle richieste di rimborso relative all’anno 2024 è fissato per il 31 marzo 2025.
La certificazione deve essere firmata digitalmente dal Segretario comunale e dal Responsabile del servizio finanziario, i quali assumono la piena responsabilità sulla veridicità dei dati forniti. La mancata corretta compilazione del modulo o l’assenza delle firme richieste può comportare la decadenza della domanda.
In caso di errore nella certificazione, è possibile presentare una nuova domanda rettificata entro e non oltre il termine del 31 marzo 2025, annullando e sostituendo la richiesta precedente. Inoltre, qualora l’ammontare complessivo delle richieste superi la disponibilità di bilancio, i rimborsi saranno erogati inizialmente in forma di acconto proporzionale, con saldo successivo dopo l’integrazione delle risorse previste dal Ministero.
Controlli e implicazioni per i Comuni
Il Ministero dell’Interno ha previsto specifiche misure di monitoraggio per garantire l’uso corretto delle risorse e il rispetto delle normative vigenti. Saranno effettuati controlli a campione sui dati trasmessi dai Comuni, anche attraverso ispezioni della Ragioneria Generale dello Stato. Qualora emergessero spese non ammissibili, l’Amministrazione centrale procederà al recupero delle somme attraverso la riduzione dei trasferimenti erariali al Comune interessato.
Per garantire un iter amministrativo senza problemi, la circolare fornisce una serie di suggerimenti operativi ai Comuni, tra cui l’aggiornamento del software per la gestione dei file PDF e la corretta configurazione dei soggetti firmatari nell’area riservata del sistema TBEL. Inoltre, le Prefetture sono chiamate a svolgere un ruolo di supporto, sensibilizzando gli enti locali sull’importanza del rispetto delle procedure e fornendo chiarimenti ove necessario..
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